STORIE DI PESO

    Victor Hugo Yanez Pina.jpg2

    Victor Hugo Yañez Piña, The self made man

    www.escultores.com.mx

     

    Storie di stra-ordinaria Obesità

    L' obesità è un sintomo e come tutti i sintomi rappresenta la punta dell’iceberg dei nostri disagi.

    E sotto l’iceberg che c'è?

    Di tutto, di solito le nostre ferite ancora aperte, traumi non elaborati, comportamenti disfunzionali cristallizzati nel tempo, e molto altro.

    Il rapporto disfunzionale col cibo ha una lunga storia e di solito comincia precocemente.

    Da bambini impariamo imitando, facciamo nostre le informazioni che ci danno, le sperimentiamo e le testiamo, e siccome ci fidiamo della fonte, non le mettiamo in discussione.

    Ed ecco che se siamo tristi spesso ci consolano con una brioche, un dolcino, qualcosa che nell’immaginario possa lenire la nostra sofferenza:

    “…Con un poco di zucchero la pillola va giù,

    la pillola va giù, pillola va giù. Basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Tutto brillerà di più…”

    E assieme a quello zucchero, anche la nostra sofferenza va giù, senza poter essere digerita, elaborata ed assimilata, come qualcosa che non si deve manifestare.

    Impariamo che forse è vero, che se ci metto lo zucchero la sofferenza diventa anche lei dolce, e così sofferenza dopo sofferenza, impariamo a farla sparire, come per magia.

     STORIE DI COPPIA

     

     

    L’intento comune

    Entrano come al solito nella stanza salutandomi ed accomodandosi ai soliti posti.

    Cominciamo: “Come state? Come vi sentite in questo momento?

    Inizialmente esprimono serenità Lei, e turbamento Lui.

    Cominciano a parlarsi, a dire.

    Parole e sensi, gesti e tonalità si cominciano a mischiare.

    Li ascolto, cerco di dirigere il loro dire, l’uno verso l’altro.

    Ancora tante parole, ognuno parla, dice, ipotizza e prova ad esprimere pensieri, che cominciano a diventare densi dentro la stanza.

    Mentre si parlano, mettono in atto le solite modalità comunicative, in cui ci sono due individualità e manca un noi, un io e te, un io con conte, in cui si riversano sull’altro parole. Me li immagino come coperti da un manto offuscato.

    Parlano, si parlano, ma come? Che si stanno dicendo?

    Ognuno sembra dire la sua credendo anche di arrivare all’altro con le sue parole…non è così, lo dice il loro turbamento che continua ad aumentare mentre si parlano, le loro parole sono frecce che non arrivano al bersaglio. Che manca?

    STORIE DI "INCONTRI"

    De magistris La tela bianca fase 5.jpg 1

    Patrizio De Magistris, La tela bianca fase 5

     

    Ansia: La Soluzione è nel problema

    Durante una sessione di terapia Z mi parla della sua Ansia del momento, e della difficoltà che ha oggi nel permettersi di incontrarla, contattarla, e della conseguente sensazione di mancanza di respiro che avverte. Dice di fare fatica a trovare “La Soluzione” e di essere frustrata per questo.Ecco la famigerata soluzione.

    Mentre mi parla di questo mi vengono in mente le scuole elementari e la mia maestra che mi assegnava i compiti di matematica da fare. I problemi e le soluzioni. Quando la maestra mi assegnava i problemi il procedimento per svolgerli e trovare la soluzione era articolato.

    In questo momento mi sembra che questa persona stia cercando di svolgere un tipo di problema come questo:

    “Quante mele ci sono nella cesta?” Ecco messo così un problema è difficilmente risolvibile, mi mancano dei dati. Non so com’è fatta questa cesta, quanto è grande, non so di che mele stiamo parlando, quanto sono grandi e che peso hanno ecc. ecc. Messo così questo problema mi provoca ansia, frustrazione. Come faccio a risolverlo? Mi servono dati appunto.

    STORIE DI AUTISMI

    bimbi

    G. è un ragazzone adolescente, alto e snello. Mi viene presentato come un ragazzo che ha un ritardo grave, non verbale e con comportamenti problema molto importanti. Quando ci vengono descritti questi ragazzi, spesso noi operatori ci facciamo un’idea, basata sull’esperienza, cioè sull’aver conosciuto altri ragazzi con autismo, oppure ci vengono in mente i manuali che abbiamo studiato.

    Quando li conosciamo personalmente, tutto ciò che sappiamo, che abbiamo imparato, non ci serve più. Non ci serve perché ogni ragazzo che conosciamo è una persona diversa, che porta in se anche una forma di autismo diverso. G. sembra avere tutte le caratteristiche di quei ragazzi già conosciuti, già studiati…non è così. G. mi si presenta davanti, alto più di me, e sembra desideroso di entrare in contatto con me, o con i miei orecchini. Eh si, in teoria non dovrei portarli, per gli operatori che si occupano di autismo, potrebbero costituire uno stimolo distraente, anche pericoloso.

    GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA 10 OTTOBRE 2019

    percorsi di cambiamentoPer tutto il mese di ottobre nelle giornate di martedì e mercoledì, aderisco all'iniziativa del CNOP(consiglio nazionale ordine psicologi), STUDI APERTI, come occasione per favorire l’incontro tra noi professionisti e voi utenti. Richiedi un incontro.

    PER INFO: CHIAMA 3389049710

    SCRIVI UN'E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Pagina 1 di 2